Prendete un bicchiere di acqua gasata. E' pieno di bollicine, vero? Adesso buttatelo via. Anzi, forse è meglio se lo bevete o lo date a chi ha sete. L'importante è che vi ricordiate delle bollicine.
Adesso prendete un bicchiere di acqua naturale. Distillatelo. Ancora. Un'altra volta. OK, adesso la vostra acqua dovrebbe essere sufficientemente pura.
Bene, ora prendete una sorgente di ultrasuoni e posizionatela vicino al vostro bicchiere. Prendete una videocamera ad altissima sensibilità (ma veramente altissima) e puntatela in direzione del bicchiere. Spegnete la luce, accendete la videocamera e la sorgente di ultrasuoni.
Dopo un paio di minuti spegnete tutto e riaccendete la luce. Se date un'occhiata al filmato della videocamera vi accorgerete che nell'acqua si formano minuscole bollicine (tipo quelle dell'acqua gasata ma molto, molto più piccole) che poi esplodono emettendo dei lampi di luce. Ma non è questa la cosa importante: le bollicine sono solo un effetto collaterale. Quello che si produce in realtà nel bicchiere è una serie di piccolissime reazioni nucleari.
Se poi all'acqua ci aggiungete degli acidi di ferro oppure del deuterio, l'energia prodotta risulta essere superiore. Il problema attuale è come estrarre questa energia dal bicchiere, ma gli scienziati sono fiduciosi. In un prossimo futuro forse potremo ricaricare il telefonino immergendolo in un bicchiere d'acqua. Sempre che si tratti di un modello impermeabile.
sabato 27 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Imbarazzi e certezze
Va bene essere ottimisti.
Va bene pure accontentarsi di poco.
Ma dire che il PD ha fermato il PdL dopo la disfatta delle provinciali mi pare sia troppo anche per Franceschini.
Per non parlare dei giornali che gli vanno dietro: Repubblica, Unità, Riformista.
Ma non è la dimensione della sconfitta ad essere imbarazzante, quanto la sua ostentata negazione.
L'unica certezza è che ad ottobre si cambia. Perché nulla cambi.
Va bene pure accontentarsi di poco.
Ma dire che il PD ha fermato il PdL dopo la disfatta delle provinciali mi pare sia troppo anche per Franceschini.
Per non parlare dei giornali che gli vanno dietro: Repubblica, Unità, Riformista.
Ma non è la dimensione della sconfitta ad essere imbarazzante, quanto la sua ostentata negazione.
L'unica certezza è che ad ottobre si cambia. Perché nulla cambi.
mercoledì 17 giugno 2009
I referendum in parole semplici
I tre quesiti per i quali si vota domenica e lunedì prossimi riguardano tutti alcune parti dell'attuale legge elettorale (soprannominata "porcellum"). Una vittoria dei sì non la cancellerebbe completamente ma ne modificherebbe solo alcuni aspetti (e quindi non si tornerebbe comunque al sistema delle preferenze). Ecco cosa cambierebbe se venissero raggiunti i quorum e vincessero i sì.
Scheda VIOLA: il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati verrebbe assegnato al partito che ha preso più voti e non, com'è ora, proporzionalmente a tutti i partiti della coalizione vincitrice.
Scheda BEIGE SCURO: il premio di maggioranza al Senato verrebbe assegnato al partito che ha preso più voti e non, com'è ora, proporzionalmente a tutti i partiti della coalizione vincitrice.
Scheda VERDE CHIARO: sarebbero impedite le candidature multiple, quindi ogni candidato potrà presentarsi in un'unica circoscrizione.
Come al solito non è obbligatorio ritirare tutte le schede, né esprimere lo stesso voto per i tre quesiti.
Cosa cambia
Se andassero in porto i primi due referendum, alle prossime elezioni, i due partiti maggiori (PdL e PD) possono tranquillamente disfarsi degli alleati (principalmente Lega e IdV ma anche Radicali): infatti basterà avere la maggioranza relativa dei voti per governare in solitaria con un buon margine. Secondo i promotori, questo porterebbe ad un bipartitismo di fatto, in quanto le formazioni minori, non avendo alcuna speranza di arrivare al governo sarebbero destinate a sparire in breve tempo.
Il terzo referendum invece si propone di evitare che un candidato eletto in più collegi possa decidere chi, tra coloro che lo seguono in lista, far eleggere semplicemente scegliendo uno o l'altro collegio. Inoltre, con le liste bloccate, si vuole evitare di avere un capolista "forte" che porta voti per eleggere degli impresentabili strategicamente posizionati.
Cosa voterò io
Per quanto riguarda i primi due quesiti, voterò sicuramente no (non ritengo corretto non ritirare le schede), mentre per il terzo referendum la mia croce sarà sul sì.
Aggiornamento 20_06_2009
A quanto pare al ministero ci dev'essere qualche daltonico.
La terza scheda è verde pisello fluorescente mentre la seconda è di un orripilante verde marcio sbiadito. La prima invece è effettivamente viola. Probabilmente perché è un colore alla moda.
Scheda VIOLA: il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati verrebbe assegnato al partito che ha preso più voti e non, com'è ora, proporzionalmente a tutti i partiti della coalizione vincitrice.
Scheda BEIGE SCURO: il premio di maggioranza al Senato verrebbe assegnato al partito che ha preso più voti e non, com'è ora, proporzionalmente a tutti i partiti della coalizione vincitrice.
Scheda VERDE CHIARO: sarebbero impedite le candidature multiple, quindi ogni candidato potrà presentarsi in un'unica circoscrizione.
Come al solito non è obbligatorio ritirare tutte le schede, né esprimere lo stesso voto per i tre quesiti.
Cosa cambia
Se andassero in porto i primi due referendum, alle prossime elezioni, i due partiti maggiori (PdL e PD) possono tranquillamente disfarsi degli alleati (principalmente Lega e IdV ma anche Radicali): infatti basterà avere la maggioranza relativa dei voti per governare in solitaria con un buon margine. Secondo i promotori, questo porterebbe ad un bipartitismo di fatto, in quanto le formazioni minori, non avendo alcuna speranza di arrivare al governo sarebbero destinate a sparire in breve tempo.
Il terzo referendum invece si propone di evitare che un candidato eletto in più collegi possa decidere chi, tra coloro che lo seguono in lista, far eleggere semplicemente scegliendo uno o l'altro collegio. Inoltre, con le liste bloccate, si vuole evitare di avere un capolista "forte" che porta voti per eleggere degli impresentabili strategicamente posizionati.
Cosa voterò io
Per quanto riguarda i primi due quesiti, voterò sicuramente no (non ritengo corretto non ritirare le schede), mentre per il terzo referendum la mia croce sarà sul sì.
Aggiornamento 20_06_2009
A quanto pare al ministero ci dev'essere qualche daltonico.
La terza scheda è verde pisello fluorescente mentre la seconda è di un orripilante verde marcio sbiadito. La prima invece è effettivamente viola. Probabilmente perché è un colore alla moda.
martedì 9 giugno 2009
I servi del capo
Si narra che ogniqualvolta Mussolini chiedesse ai gerarchi fascisti lo stato dell'esercito italiano, la risposta fosse sempre la stessa: le nostre truppe sono le migliori al mondo. E lo stesso gli veniva assicurato anche per quanto riguardava l'aviazione e la marina.
La storia ha dimostrato che così non era: uomini demotivati, mal equipaggiati, mal riforniti e peggio comandati sono stati mandati a morire in Russia.
La paura di deludere il capo e la voglia di compiacerlo erano ugualmente mescolate nel pensiero di quei gerarchi.
Fatte le debite proporzioni, la stessa cosa è successa a Berlusconi con i suoi consiglieri. DataMedia, società di sondaggi prediletta dal premier, fino all'ultimo per le elezioni europee gli forniva dati tra il 43 ed 45 percento con una soglia minima data per scontata del 38%. E invece le aspettative sono andate deluse: il PdL si ferma al 35%. Per fortuna di Berlusconi dall'altra parte non c'erano gli alleati ma un PD allo sbando.
Ma anche contro ogni logica, bisogna cantare vittoria lo stesso e non far capire di essere in difficoltà. Ecco allora il baldanzoso proclama: "siamo la rappresentanza più numerosa al Parlamento Europeo". Bugia: il CDU-CSU, partito della cancelliera tedesca Angela Merkel, manda a Strasburgo una decina di deputati più del PdL.
Neppure sul piano delle preferenze personali a Berlusconi è andata benissimo.Ancora ieri sera, uno dei telegiornali di famiglia (TG5) riportava una sua dichiarazione secondo cui il premier era il candidato più votato in tutte le circoscrizioni. Ma era un'altra bugia: nel nord-est si è fatto superare di quasi 10.000 voti da una semi-sconosciuta Debora Serracchiani in quota PD. In Friuli-Venezia Giulia si è fatto superare di quasi 10.000 voti da una semi-sconosciuta Debora Serracchiani. In Basilicata il distacco da Giovanni Pittella è di 15.000 voti, in Calabria i voti di scarto da Mario Pirillo sono "solo" 6.000 mentre in Sardegna, è Francesca Barracciu a battere il premier con 7.000 preferenze in più.
L'ultima botta al Cavaliere l'ha riservata però la Sardegna. Nell'isola, appena due mesi fa, trionfava Cappellacci. Ora, con un'astensione del 59%, la sfida con il PD si è risolta con un sostanziale pareggio (36.6% a 35.6%).
A Berlusconi rimangono comunque due consolazioni: il risultato delle amministrative e Franceschini alla guida del PD.
La storia ha dimostrato che così non era: uomini demotivati, mal equipaggiati, mal riforniti e peggio comandati sono stati mandati a morire in Russia.
La paura di deludere il capo e la voglia di compiacerlo erano ugualmente mescolate nel pensiero di quei gerarchi.
Fatte le debite proporzioni, la stessa cosa è successa a Berlusconi con i suoi consiglieri. DataMedia, società di sondaggi prediletta dal premier, fino all'ultimo per le elezioni europee gli forniva dati tra il 43 ed 45 percento con una soglia minima data per scontata del 38%. E invece le aspettative sono andate deluse: il PdL si ferma al 35%. Per fortuna di Berlusconi dall'altra parte non c'erano gli alleati ma un PD allo sbando.
Ma anche contro ogni logica, bisogna cantare vittoria lo stesso e non far capire di essere in difficoltà. Ecco allora il baldanzoso proclama: "siamo la rappresentanza più numerosa al Parlamento Europeo". Bugia: il CDU-CSU, partito della cancelliera tedesca Angela Merkel, manda a Strasburgo una decina di deputati più del PdL.
Neppure sul piano delle preferenze personali a Berlusconi è andata benissimo.
L'ultima botta al Cavaliere l'ha riservata però la Sardegna. Nell'isola, appena due mesi fa, trionfava Cappellacci. Ora, con un'astensione del 59%, la sfida con il PD si è risolta con un sostanziale pareggio (36.6% a 35.6%).
A Berlusconi rimangono comunque due consolazioni: il risultato delle amministrative e Franceschini alla guida del PD.
Iscriviti a:
Post (Atom)