sabato 29 agosto 2009

I candidati alla conquista del web

A quanto pare gli aspiranti segretari del PD sono ben consci della potenza di Internet e dei social network. Non si sono infatti limitati al sito canonico o al semplice blog ma hanno sfruttato tutte le possibilità di espressione fornite dalla rete.
Ecco qui di seguito un breve elenco della presenza dei tre candidati sul web.

Dario Franceschini:
  • sito personale: ;
  • sito dedicato alla candidatura: no;
  • feed rss: sì;
  • facebook: ;
  • twitter: sì, due: quello personale e quello del comitato;
  • friendfeed: ;
  • flickr: ;
  • youtube: .

Pierluigi Bersani:
  • sito personale: ;
  • sito dedicato alla candidatura: ;
  • feed rss: sì;
  • facebook: ;
  • twitter: ;
  • friendfeed: no;
  • flickr: ;
  • youtube: .
Ignazio Marino:

lunedì 17 agosto 2009

La corsa alla segreteria del PD/3

Ignazio Marino, classe 1955, chirurgo di fama mondiale e membro di un paio di commissioni parlamentari che si occupano di sanità, è l'outsider di questa competizione.

La sua iniziale propensione ad appoggiare Bersani si è rapidamente trasformata in candidatura, pur nella consapevolezza di non avere grandi possibilità di vittoria.

Diversamente dagli avversari, non ha mostrato grande interesse per l'assetto politico del partito. La sua attenzione si concentra infatti su temi più vicini alla gente, come ad esempio una sanità migliore e più meritocrazia a tutti i livelli.

Il suo politico di riferimento è Aldo Moro e, proprio ispirandosi a lui, Marino vorrebbe iniettare nel partito una cospicua dose di laicità. Un altro obbiettivo è quello di estirpare una della eredità più subdole lasciate da Veltroni: il famigerato "ma anche".

Sostenuto da Goffredo Bettini, come già detto, non ha molte chance, vista anche la pessima opinione che hanno di lui le gerarchie ecclesiastiche, ma, nel caso, si dice già pronto ad accogliere i suoi sfidanti nel suo gruppo di lavoro. Che si aspetti che il vincitore gli ricambi la cortesia?

lunedì 10 agosto 2009

La corsa alla segreteria del PD/2

Pierluigi Bersani, classe 1951, più volte ministro nei governi di centrosinistra, inizialmente era dato per favorito, forse perché nel momento in cui ha presentato la sua candidatura nessun altro lo aveva fatto.

Il suo politico di riferimento è Romano Prodi e l'idea alla base della sua mozione è di ripartire dalla coalizione Ulivo/Unione (che ha saputo battere due volte Berlusconi) abbandonando il bipartitismo-con-stampella voluto da Veltroni. Anzi, proprio da quest'ultimo e dalla disfatta elettorale del 2008 intende distanziarsi il più possibile.

La candidatura di Franceschini gli ha tolto la sicurezza di una vittoria a mani basse, ma ha comunque ottime possibilità di arrivare alla poltrona di segretario. Infatti Bersani ha dalla sua il fatto di essere appoggiato esplicitamente da D'Alema e Rosy Bindi e di condividere la data del compleanno con Berlusconi. Ovviamente alla resa dei conti sarà quest'ultimo fatto a pesare di più.

lunedì 3 agosto 2009

La corsa alla segreteria del PD/1

Dario Franceschini, classe 1958, è il segretario uscente, nonché vicesegretario durante la gestione Veltroni. Ed è proprio a quest'ultimo che si ispira nel suo programma.

Come il suo predecessore, punta molto sulla vocazione maggioritaria del PD, anche se, per racimolare voti, si è messo a corteggiare (più o meno apertamente) i Radicali (con un clamoroso dietrofront rispetto al "divorzio consensuale" di qualche mese fa) e i post-post-comunisti di Bertinotti e Vendola.

Dopo aver inizialmente dichiarato di non volersi candidare alle primarie, ha cambiato idea "per non ridare il partito in mano chi c'era prima di lui". Poi si è corretto aggiungendo un "molto prima" per non tirare in mezzo anche Veltroni.

La sua strategia è quella di differenziarsi il più possibile da Prodi, senza però rendersi conto che sparare addosso all'unico politico italiano che abbia battuto Berlusconi non è una gran trovata. Ma le differenze con il Professore si notano anche nelle dichiarazioni tutt'altro che misurate alle quali il buon Dario ci ha abituato; dichiarazioni che in qualche occasione lo hanno costretto a delle precipitose rettifiche. (Gli va comunque dato atto di non essersi rifugiato nel berlusconiano "le mie parole sono state travisate".)

Appoggiato da Veltroni e dagli ex-Margherita (partito dal quale peraltro proviene), ha buone possibilità di essere riconfermato. Nel caso, tiene già pronta la lettera di dimissioni da utilizzare dopo le elezioni regionali del prossimo anno.