Ignazio Marino, classe 1955, chirurgo di fama mondiale e membro di un paio di commissioni parlamentari che si occupano di sanità, è l'outsider di questa competizione.
La sua iniziale propensione ad appoggiare Bersani si è rapidamente trasformata in candidatura, pur nella consapevolezza di non avere grandi possibilità di vittoria.
Diversamente dagli avversari, non ha mostrato grande interesse per l'assetto politico del partito. La sua attenzione si concentra infatti su temi più vicini alla gente, come ad esempio una sanità migliore e più meritocrazia a tutti i livelli.
Il suo politico di riferimento è Aldo Moro e, proprio ispirandosi a lui, Marino vorrebbe iniettare nel partito una cospicua dose di laicità. Un altro obbiettivo è quello di estirpare una della eredità più subdole lasciate da Veltroni: il famigerato "ma anche".
Sostenuto da Goffredo Bettini, come già detto, non ha molte chance, vista anche la pessima opinione che hanno di lui le gerarchie ecclesiastiche, ma, nel caso, si dice già pronto ad accogliere i suoi sfidanti nel suo gruppo di lavoro. Che si aspetti che il vincitore gli ricambi la cortesia?