sabato 26 settembre 2009

Gli Angelucci contro WikiMedia

Venti milioni di euro di risarcimento. Roba da far vergognare Berlusconi che tra Repubblica e Unità ne ha chiesti solo tre.

Gli avidi querelanti sono Antonio e Giampaolo Angelucci (padre e figlio) tra l'altro editori dei quotidiani Libero e Il Riformista (qualche altra informazione sui loro molteplici interessi la trovate qui alla voce Tosinvest).

Il querelato è WikiMedia Italia, ovvero l'associazione no-profit che si occupa della promozione di Wikipedia in Italia.

L'accusa è quella di diffamazione, relativa a contenuti presenti nella pagina dedicata ad Antonio Angelucci (deputato PdL) ospitata su Wikipedia (sito del quale WikiMedia non è proprietaria e sul quale non ha alcuna forma di controllo).

Già da questo si può capire come la querela sia assolutamente infondata. Infatti, come spiegato sul sito di WikiMedia Italia, l'unico responsabile di quanto scritto è l'autore stesso; già a marzo la cassazione si era espressa in favore della responsabilità diretta dello scrivente e non del gestore del sito in un caso analogo. Ma anche fosse, il proprietario del sito è Wikimedia Foundation, fondazione no-profit statunitense, quindi un giudice italiano non avrebbe la competenza territoriale per procedere.

E allora? Finirà tutto nel nulla?
Lo spero. Così come spero che i due querelanti si ritrovino a pagare, oltre alle spese regali, anche i danni, di modo che serva di lezione a chiunque sia convinto che si possano applicare leggi antiquate al mondo di Internet.

Per saperne di più (ed eventualmente contribuire): http://www.fcvg.it/?p=360

mercoledì 23 settembre 2009

L'esercito confessionale di Israele

L'articolo della BBC inizia così.

L'esercito di Israele sta cambiando. Un tempo fieramente secolari, le sue unità di combattimento sono adesso riempite con coloro che credono che le guerre di Israele siano le "guerre di Dio".

Gli ufficiali rabbini stanno prendendo piede. Ufficialmente la loro funzione è quella di tenere alta la motivazione delle truppe, ma in realtà, il loro obbiettivo è quello di trasformare le azioni militari in vere e proprie crociate contro gli "infedeli". Questo ovviamente nobilita l'uccisione di chiunque non sia ebreo e, per ammissione di una giovane recluta, rende l'esercito "più morale".

La situazione si fa ancora più difficile nel caso degli insediamenti illegali in territorio palestinese: i militari incaricati di smantellarli potrebbero rifiutarsi di obbedire agli ordini e seguire i rabbini, dato che quei territori fanno parte della "terra promessa".

E' il preludio all'ennesima Guerra Santa.
I vicini arabi di Israele potrebbero tradurla con Jihad.

martedì 15 settembre 2009

Stiamo prendendo velocità...

...e oramai non si può più scendere. Tanto vale mettersi comodi e godersi il viaggio.
L'unico problema è la malcelata ottusità dei compagni di viaggio. Ma con un po' di musica nelle orecchie e dei buoni paraocchi si supera anche questo.
L'importante è non guardare fuori dal finestrino.
Altrimenti si viene sopraffatti dalla vista dell'abisso.
E dalla nausea.