lunedì 26 marzo 2012

La crisi in Europa

Map of Europe di Samuel Rönnqvist, su Flickr
Quelle che seguono sono una serie di considerazioni su quello che ho capito a proposito dell'attuale situazione economica e finanziaria del vecchio continente. Quindi non è detto che quanto scritto qui sotto corrisponda alla totale realtà dei fatti.

Partiamo dalla Grecia. La situazione è disperata. Un po' (tanto) per colpa dei vari governi che si sono succeduti negli anni che hanno truccato i bilanci ed evitato di combattere l'evasione fiscale e portare avanti riforme serie; ma anche per colpa della Germania che ha imposto l'adozione di misure fortemente depressive in cambio di un aiuto economico insufficiente. I maliziosi pensano che queste misure siano state imposte esclusivamente per guadagnare tempo prima di un default che avverrà comunque; tempo che sarebbe dovuto servire alle banche (specialmente francesi e tedesche) per sbarazzarsi dei titoli di stato greci. In ogni caso, quella che fu la culla della democrazia è oggi a forte rischio fallimento, che, se dovesse diventare realtà, porterebbe un impoverimento spaventoso per la popolazione ellenica. Date però le ridotte dimensioni dell'economia greca, un suo eventuale default potrebbe avere un impatto limitato sull'euro e sull'Unione Europea in generale.

sabato 17 marzo 2012

Clooney: l'arresto e il coraggio delle proprie azioni

George Clooney al momento
dell'arresto (© Copyright ANSA)
La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo e dei social network: il "bello e bravo" George Clooney è stato arrestato a Washington mentre protestava davanti all'ambasciata sudanese contro l'operato del presidente Omar al Bashir in Darfur.

Questo arresto è stato voluto, nel senso che Clooney ha occupato il suolo dell'ambasciata e si è rifiutato di spostarsi, ben sapendo quello a cui andava incontro. Anzi, probabilmente l'arresto è stato pianificato per cercare di dare quanta più visibilità possibile alla protesta.

Le cose degne di nota in questa vicenda sono due.

mercoledì 7 marzo 2012

La canoa della FIAT

Credo fosse il 1999, la prima volta che lessi questa storia riportata da Dino Esposito nella sua rubrica "Variazioni sul Tema" che chiudeva ogni numero di Computer Programming. Questo racconto in particolare era intitolato "La canoa del consulente" e tuttora, a distanza di oltre 10 anni, rappresenta molto bene il metodo di premi/punizioni in vigore nelle grandi aziende italiane.

La storia della canoa mi è tornata in mente proprio ieri, leggendo questo articolo di Mario Seminerio su Phastidio.net. Evidentemente per la FIAT quello che conta nella valutazione dei dirigenti (e solo per loro), non è il raggiungimento degli obbiettivi, ma l'impegno e la fedeltà all'azienda.

domenica 4 marzo 2012

Frustrazione

Nota: questo post è una risposta (parziale) a quanto scritto da Marco Macchi qui, ma credo che possa essere letto anche da solo.

La frustrazione. Delusione al cubo. Ma di frustrazione in frustrazione ci si abitua. E si dà per scontato che i nostri desideri più alti e le nostre aspettative più grandi vengano, appunto, frustrati.

Vuoi un esempio? Quelli che dicono che "il bello è il viaggio e non la meta" sono i più grandi frustrati che io conosca. Perché pur di non rimanere delusi dalla destinazione che si sono scelti, la declassano già, da motivo principale del loro andare, a semplice "intermezzo" tra due viaggi. Così se durante il tragitto non succede niente di epico, si ritrovano frustrati due volte, andata e ritorno.