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venerdì 22 novembre 2013

La parodia di un illusionista

"Siamo proprio sicuri che a furia di cercare sicurezza in quello che si conosce o scorciatoie che sono parvenza di innovazione si possa resistere a lungo?"
Questa domanda retorica è tratta dall'ultimo post di Peppe Liberti, scienziato e divulgatore scientifico. Si trova verso la fine di un'amara riflessione sull'editoria italiana per quanto concerne l'informazione scientifica. Ma la situazione che fotografa è quello che io vedo oggi nel nostro paese e non solo.

giovedì 7 novembre 2013

Se la pubblicità certifica la crisi

Spot radiofonico di una nota catena di discount, sentito stamattina:
Non cambiare stile di vita, cambia supermercato!
Mi sono dovuto fermare. In un attimo mi sono balzate alla mente una serie di storie di persone che hanno perso il lavoro, di esodati, di cassaintegrati, di pensionati.

La parola crisi non è menzionata, eppure questo è il sottinteso. Anche se hai meno soldi in tasca, se compri da noi puoi ancora permetterti di fare la stessa vita di prima.

Non so se chi ha ideato questo slogan sia un genio o un idiota. Se si tratti di messaggio di speranza o di una certificazione di povertà.

So solo che non mi ha fatto stare bene.

lunedì 29 luglio 2013

Attesa...

Attesa per domani la sentenza della Cassazione che potrebbe confermare la condanna per Berlusconi a 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici nel processo Mediaset.

Attesa per le elezioni tedesche che si terranno a settembre e che qualcuno spera possano punire la Merkel e la sua sciagurata idea di austerità.

Attesa per il congresso del PD che dovrebbe finalmente dare una svolta al partito.

Attesa per il ritorno di Forza Italia.

Attesa per la ripresa economica.

Attesa inutile. Tanto lo sai già che non cambierà niente. Smetti di aspettare e fai qualcosa! Adesso!

giovedì 13 giugno 2013

Impiccarsi con le proprie mani: grazie Silvio

Ieri all'assemblea di Confcommercio, il Ministro Zanonato è stato fischiato dalla platea dopo aver detto che non ci sono risorse per evitare l'aumento dell'IVA al 22% dal primo luglio. Servirebbero due miliardi di euro che al momento non si sa dove trovare. Ma come siamo arrivati a questo punto?

Tutto è cominciato nell'estate del 2011, quando Berlusconi e Tremonti pur di riguadagnare un minimo di considerazione da parte degli altri leader europei, hanno promesso a Bruxelles una manovra da 6 punti di PIL in 2 anni. Una roba che non sarebbe indolore neanche in caso di congiuntura economica favorevole, figurarsi con la crisi globale che imperversava.

martedì 17 luglio 2012

Meno ferie per tutti, ci risiamo

Dopo Fiorella Kostoris e Giulio Tremonti, anche la coppia Monti-Grilli ha pensato bene di proporre la riduzione del numero di giorni festivi per i lavoratori italiani (nella fattispecie, spostando alla domenica successiva le ferie patronali).

Lo scopo di questa trovata sarebbe quello di aumentare il PIL aumentando la produttività. Se non fosse che, al momento, il problema non è produrre, ma vendere. Perché ad oggi, in Italia è il calo dei consumi a determinare il calo della produzione industriale. I supermercati sono pieni di merci, ma vuoti di gente.

Non è difficile da capire: basterebbe guardare i dati sulla cassa integrazione.

mercoledì 4 aprile 2012

Sacrificati sull'altare dell'austerità

Michelangelo Merisi da Caravaggio [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
L'angelo ferma la mano di Abramo,
ma Angela chi la ferma?
Giusto ieri Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato che "la corsa indifferenziata all'austerità si mostrerà controproducente". Provo umilmente a spiegare perché.

Il benessere di una nazione si basa sul Prodotto Interno Lordo che, semplificando, è la somma di tutte le transazioni che avvengono all'interno di uno Stato. In sostanza, ogni volta che un euro passa di mano, il PIL si incrementa proprio di un euro. Per fare un esempio, se pago 100 euro ad un libero professionista il quale usa quegli stessi 100 euro per pagare il suo commercialista, il quale a sua volta li usa per fare la spesa, i 100 euro che circolano sono sempre gli stessi ma il PIL prodotto da questi tre attori sarà di 300 euro.

lunedì 26 marzo 2012

La crisi in Europa

Map of Europe di Samuel Rönnqvist, su Flickr
Quelle che seguono sono una serie di considerazioni su quello che ho capito a proposito dell'attuale situazione economica e finanziaria del vecchio continente. Quindi non è detto che quanto scritto qui sotto corrisponda alla totale realtà dei fatti.

Partiamo dalla Grecia. La situazione è disperata. Un po' (tanto) per colpa dei vari governi che si sono succeduti negli anni che hanno truccato i bilanci ed evitato di combattere l'evasione fiscale e portare avanti riforme serie; ma anche per colpa della Germania che ha imposto l'adozione di misure fortemente depressive in cambio di un aiuto economico insufficiente. I maliziosi pensano che queste misure siano state imposte esclusivamente per guadagnare tempo prima di un default che avverrà comunque; tempo che sarebbe dovuto servire alle banche (specialmente francesi e tedesche) per sbarazzarsi dei titoli di stato greci. In ogni caso, quella che fu la culla della democrazia è oggi a forte rischio fallimento, che, se dovesse diventare realtà, porterebbe un impoverimento spaventoso per la popolazione ellenica. Date però le ridotte dimensioni dell'economia greca, un suo eventuale default potrebbe avere un impatto limitato sull'euro e sull'Unione Europea in generale.

sabato 10 dicembre 2011

"La primavera intanto tarda ad arrivare"

Franco Battiato
Qualche giorno è passato e la lista di cosa manca nella manovra di Monti l'hanno fatta un po' tutti: politici, giornalisti e blogger. Le segnalazioni delle mancanze sono molteplici: si va dall'applicazione dell'ICI sugli immobili della Chiesa agli investimenti per la banda larga, dall'eliminazione del "beauty contest" per l'assegnazione delle frequenze UHF fino alla riforma della giustizia.

martedì 8 novembre 2011

308

It's a dead end baby
La maggioranza non c'è più.

Il conteggio dei "sì" sul rendiconto generale dello Stato si ferma a 8 sotto la soglia matematica del 50% + 1. Per chi volesse sapere quali sono state le defezioni, il Corriere propone le foto degli 11 "traditori".

Tremonti, forse sentendosi già ex-ministro, decide di rientrare di corsa a Roma da Bruxelles dove doveva partecipare alla riunione dell'Ecofin.

C'è aria di cambiamento. Fusse che fusse 'a volta bbona!

Intanto lo spread sale.

domenica 16 ottobre 2011

Fiducia nuova, problemi vecchi

bitter victory
Sinceramente, c'era qualcuno che pensava che venerdì il Governo Berlusconi sarebbe stato mandato a casa? Sì? Davvero? Ma allora deve trattarsi di qualcuno che non ha vissuto in Italia negli ultimi mesi o che non ha alcun contatto con la realtà. Come dici? Il PD credeva nella spallata? Appunto.

Che Berlusconi sia politicamente uno zombie non è un mistero. E la maggioranza che lo sostiene, pure. Ma per far fuori un branco di zombie, non basta un voto. Anche perché gli zombie sanno che una volta ammazzati definitivamente non torneranno più in vita (citofonare De Gregorio per delucidazioni).

sabato 13 agosto 2011

Il copia-incolla e il fantasma di Padoa Schioppa

Questo post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Tommaso Padoa-SchioppaLeggo con un certo fastidio le anticipazioni della prossima stangata manovra che il nostro Governo ci propinerà spacciandola per indispensabile.

Fastidio, più che per eventuali salassi che dovessero toccarmi, perché questi qua non hanno capito assolutamente niente della politica e dell'economia. Ma soprattutto hanno riciclato proposte di altri (della famiglia Padoa Schioppa in primis).

mercoledì 3 agosto 2011

Berlusconi, Tremonti e il baratro

Berlusconi FailScrivo mentre il discorso di Berlusconi al Senato è ancora in corso. Immagino che stia ripetendo all'incirca le stesse cose che ha già detto alla Camera, ovvero quasi niente di veramente importante. Ma il mio giudizio oggi conta poco: domani a decretare il successo o il fallimento del più grande venditore italiano saranno i mercati. Già, i mercati. Quest'entità astratta che da giorni fa colare a picco la Borsa di Milano (insieme a quelle di mezza Europa) e volare il differenziale tra i nostri BTP decennali ed i corrispondenti Bund tedeschi.

martedì 21 giugno 2011

La crisi

246/365 - They all fall down« La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni. » Questo aforisma, attribuito a Karl Marx, rappresenta in maniera perfetta la genesi della crisi economico-finanziaria che dal 2008 sta colpendo il mondo industrializzato. L'inizio di tutto risale addirittura al 2000, quando, in piena campagna elettorale, George W. Bush lanciò lo slogan "una casa per ogni americano". Obiettivo ambizioso, ragionevole ed etico, si dirà. Ed invece proprio quella frase, come il primo tassello di un domino lungo otto anni, diede il via ad una serie di eventi che culminarono nella più grande crisi economico-finanziaria che la storia ricordi, almeno da ottant'anni a questa parte.

Infatti, se il Presidente dice che ogni cittadino deve possedere una casa, le banche si sentono in dovere di finanziarla. Ma per erogare mutui a tutti gli americani, anche quelli che non hanno i requisiti, bisogna rischiare. "Tanto, cosa vuoi che succeda?" avrà pensato qualche banchiere. In fondo, c'è sempre l'uomo più potente del pianeta che può intervenire.

mercoledì 12 gennaio 2011

BOT, lacrime e sangue

La buona notizia è che all'asta per i BOT annuali che si è tenuta ieri, c'è stato un surplus di domanda.

La cattiva notizia è che i BOT hanno aumentato il loro rendimento.

Perché è una cattiva notizia?

venerdì 30 aprile 2010

La priorità al nombrilismo

Questo post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La Grecia è a rischio fallimento.
Il Portogallo e la Spagna sono stati preso di mira dagli speculatori.
Subito dopo toccherà all'Italia, in virtù dello spropositato debito pubblico.
Ma la cosa più importante, agli occhi della nostra classe politica (senza nessuna distinzione tra sinistra e destra), sembrano essere gli attriti tra Berlusconi e Fini.

domenica 12 luglio 2009

Quattro cose su Berlusconi e il suo governo

1. L'INPS ha chiuso il 2008 con un attivo di oltre 11 miliardi di euro (fonte: buonenotizie.it). Se si decidesse di fare una riforma seria degli ammortizzatori sociali, i fondi ci sarebbero. Si tratta solo di convincere Tremonti a non giocarseli al videopoker.

2. La repressione degli uiguri ha fatto il giro del mondo. Un anno fa, alla vigilia delle olimpiadi, furono i tibetani a subire la reazione di Pechino. Allora il governo italiano decise di cedere alle pressioni dei cinesi e di non incontrare il Dalai Lama. Oggi, invece, firma accordi commerciali per miliardi di euro. L'unico (blando) accenno ai diritti civili negati in Cina è di Napolitano.

3. Blitz notturno alla commissione Affari Sociali alla Camera sul testamento biologico. Dopo gli attacchi, più o meno diretti, delle gerarchie cattoliche a Berlusconi, questo dev'essere sembrato un buon modo per riconquistare le simpatie del Vaticano. Ne parla Maria Antonietta Coscioni.

4. L'ipocrisia di Berlusconi viene a galla anche quando, durante il G8, si rammarica di non poter fare di più per i paesi poveri, adducendo la scusa del terremoto in Abruzzo. Adriano Sofri lo smentisce a dovere in questo articolo su Repubblica. Tra l'altro, quelle del premier sono doppie lacrime di coccodrillo, visto che il Governo, come spiega questo articolo di Mario Tozzi, ha tagliato i fondi per il monitoraggio dei terremoti e la difesa del suolo.

mercoledì 18 marzo 2009

La crisi locale, il piano casa ed i vigilantes del credito

Negli ultimi mesi, girando per la mia provincia, mi capita di vedere sempre più spesso case nuove (condomini, villette a schiera, bifamiliari) non abitate. In certe zone, la situazione è quasi inquietante: interi complessi residenziali costruiti negli ultimi due anni che non hanno mai avuto un inquilino. Eppure le imprese edili continuano a costruire nuovi palazzoni di mini-appartamenti come se niente fosse.

Dando un'occhiata in giro, mi sono dato una risposta al perché ci siano tante case vuote. Essenzialmente perché sono costruite male. Finiture scadenti. Camere matrimoniali nelle quali, se metti il letto, non ci sta l'armadio e viceversa. Cucine nelle quali non entra un tavolo. Angoli cottura ad almeno cinque metri dalla finestra più vicina. L'unico bagno, grande come sgabuzzino e per di più senza finestre. Il tutto, naturalmente, a prezzi esagerati.
Ma allora, con così tante unità abitative invendute, perché le imprese continuano a costruire?
Sembra paradossale, ma è per evitare di fallire.

Funziona all'incirca così. L'impresa chiede alla banca un fido per costruire un nuovo condominio. Il prestito viene erogato senza troppi problemi, tanto il mercato "tira". Se l'impresa si è fatta bene i suoi conti, prima di dover rimborsare la banca, avrà già venduto un numero sufficiente di appartamenti. Ma, se non riesce a vendere, l'unico modo per non fallire è chiedere un altro prestito; ufficialmente servirà per costruire un nuovo palazzone, ma in parte anche per coprire le perdite di quello precedente. Naturalmente, per guadagnarci comunque, l'impresa risparmierà il più possibile su manodopera e materiali.

In condizioni normali il sistema può andare avanti quasi all'infinito, ma con la crisi in atto, i prestiti alle imprese per la costruzione di nuove unità immobiliari vengono concessi sempre meno volentieri.
Inoltre qualche amministrazione comunale si è già accorta del gran numero di case invendute e non è più disposta a rilasciare concessioni edilizie alle imprese che hanno in carico troppi appartamenti.
Aggiungete a questo, la picchiata nella domanda di nuove abitazioni (dovuta sia all'incertezza che regna nel mondo del lavoro, sia alla minore propensione delle banche a concedere mutui per l'acquisto di abitazioni) e la miscela diventa esplosiva.

E' in questo scenario che il governo si appresta a varare (forse addirittura per decreto) il famoso/famigerato "piano casa". Si parla di aumenti di cubatura fino al 37% (cioè più di un terzo) che dovrebbero risollevare il settore dell'edilizia privata. Chiaramente questa proposta taglia fuori tutti i cittadini che abitano in un condominio, ma il problema è un altro. Se un lavoratore dipendente ha dei soldi da parte, perché dovrebbe spenderli adesso, quando non è sicuro di conservare il suo lavoro. E, per lo stesso motivo, se quei soldi non li ha, difficilmente sarà propenso ad indebitarsi con una banca.

Ma il governo si muove anche in un'altra direzione. Tremonti (con la benedizione di Di Pietro) ha proposto la vigilanza sui prestiti alle aziende da parte dei prefetti. In pratica, se un'azienda non riesce ad ottenere un prestito, può rivolgersi alla prefettura perché faccia pressione sulla banca in modo che i soldi vengano erogati comunque. Anche se l'azienda è a forte rischio di insolvenza. Questi prestiti non possono che essere definiti subprime. Quando si dice: avere la memoria corta.

mercoledì 25 febbraio 2009

Banana atomica

All'inizio era il N.I.M.B.Y. (acronimo di Not In My Back Yard, non nel mio giardino).
Poi si è passati al B.A.N.A.N.A. ovvero Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything, che significa all'incirca "non costruire assolutamente nulla in nessun luogo e vicino a niente".
E che si traduce in picchetti di cittadini guidati dai propri sindaci che occupano strade e ferrovie o che impediscono l'accesso ai cantieri, alle discariche, agli inceneritori.

Figurarsi cosa succederà quando verranno scelti i siti che ospiteranno le quattro nuovissime centrali nucleari annunciate ieri da Berlusconi e Sarkozy. Una rivolta, come minimo. Anzi, quattro: una per ogni nuova centrale.

O forse cinque, perché bisognerà finalmente trovare un luogo di stoccaggio sicuro per le nuove scorie che verranno prodotte, ma soprattutto per le vecchie: quelle di prima del referendum del 1987 e quelle prodotte nel frattempo da tutti i centri di medicina nucleare.

Forse manderanno l'esercito per mantenere l'ordine pubblico. Deve rientrare in quest'ottica la proposta di creare un battaglione militare congiunto tra Italia e Francia.

Per chi fosse interessato al perché tecnicamente non ha senso costruire queste centrali nucleari in Italia, segnalo su l'Unità l'intervista Prof. Angelo Baracca.

martedì 23 dicembre 2008

Tremonti e la demenza

Sono un po' in ritardo, ma non posso esimermi dal commentare l'uscita di Tremonti alla riunione straordinaria dell'Ecofin a Parigi. L'attacco a Draghi, accusato di non aver capito niente della crisi in arrivo, è plateale.

Già perché lui, Tremonti, la crisi l'aveva predetta eccome. Questa sua visione l'aveva pure messa nero su bianco in un libro. Peccato che abbia profetizzato che la crisi sarebbe partita dalla Cina e non dagli Stati Uniti.

Un po' come se un commentatore calcistico annunciasse in anticipo la vittoria di una squadra e poi, a fine partita, constatando che ha vinto l'altra, si vantasse di aver pronosticato giusto perché la gara non è finita in parità.

Solo su una cosa Tremonti ha completamente ragione: è proprio «demenziale stare ad ascoltare le lezioni di chi non ha capito nulla o ha capito troppo»

lunedì 13 ottobre 2008

Fiducia

E' la parola più pronunciata delle ultime settimane, subito dopo a "crisi", ovviamente.
Il problema è la fiducia degli investitori. Per questo le borse crollano un giorno sì e l'altro pure.
La crisi finanziaria è generata dalla mancanza di fiducia: si parla infatti di crisi di fiducia.

A me hanno sempre insegnato che la fiducia bisogna meritarsela.

Ora mi piacerebbe sapere cosa hanno fatto, ad esempio, le banche negli ultimi dieci anni per meritarsi la fiducia di chicchessia. Non rispondete. Già lo so. Niente.