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lunedì 29 luglio 2013

Attesa...

Attesa per domani la sentenza della Cassazione che potrebbe confermare la condanna per Berlusconi a 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici nel processo Mediaset.

Attesa per le elezioni tedesche che si terranno a settembre e che qualcuno spera possano punire la Merkel e la sua sciagurata idea di austerità.

Attesa per il congresso del PD che dovrebbe finalmente dare una svolta al partito.

Attesa per il ritorno di Forza Italia.

Attesa per la ripresa economica.

Attesa inutile. Tanto lo sai già che non cambierà niente. Smetti di aspettare e fai qualcosa! Adesso!

lunedì 18 marzo 2013

Degli ambasciatori e delle pene

OK, i due marò hanno ucciso dei pescatori indiani e vanno (giustamente) processati. Ma il tutto è successo in acque internazionali. Quindi fuori dalla competenza dei tribunali indiani.

L'India li ha trattenuti e processati in barba a qualsiasi trattato internazionale? Allora cerchiamo di fare pressione per farli processare da un tribunale competente, fosse anche la Corte Penale Internazionale dell'Aja.

Ma mai e poi mai si sarebbe dovuto fare quello che ha combinato il Ministro Terzi.

mercoledì 4 aprile 2012

Sacrificati sull'altare dell'austerità

Michelangelo Merisi da Caravaggio [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
L'angelo ferma la mano di Abramo,
ma Angela chi la ferma?
Giusto ieri Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato che "la corsa indifferenziata all'austerità si mostrerà controproducente". Provo umilmente a spiegare perché.

Il benessere di una nazione si basa sul Prodotto Interno Lordo che, semplificando, è la somma di tutte le transazioni che avvengono all'interno di uno Stato. In sostanza, ogni volta che un euro passa di mano, il PIL si incrementa proprio di un euro. Per fare un esempio, se pago 100 euro ad un libero professionista il quale usa quegli stessi 100 euro per pagare il suo commercialista, il quale a sua volta li usa per fare la spesa, i 100 euro che circolano sono sempre gli stessi ma il PIL prodotto da questi tre attori sarà di 300 euro.

lunedì 26 marzo 2012

La crisi in Europa

Map of Europe di Samuel Rönnqvist, su Flickr
Quelle che seguono sono una serie di considerazioni su quello che ho capito a proposito dell'attuale situazione economica e finanziaria del vecchio continente. Quindi non è detto che quanto scritto qui sotto corrisponda alla totale realtà dei fatti.

Partiamo dalla Grecia. La situazione è disperata. Un po' (tanto) per colpa dei vari governi che si sono succeduti negli anni che hanno truccato i bilanci ed evitato di combattere l'evasione fiscale e portare avanti riforme serie; ma anche per colpa della Germania che ha imposto l'adozione di misure fortemente depressive in cambio di un aiuto economico insufficiente. I maliziosi pensano che queste misure siano state imposte esclusivamente per guadagnare tempo prima di un default che avverrà comunque; tempo che sarebbe dovuto servire alle banche (specialmente francesi e tedesche) per sbarazzarsi dei titoli di stato greci. In ogni caso, quella che fu la culla della democrazia è oggi a forte rischio fallimento, che, se dovesse diventare realtà, porterebbe un impoverimento spaventoso per la popolazione ellenica. Date però le ridotte dimensioni dell'economia greca, un suo eventuale default potrebbe avere un impatto limitato sull'euro e sull'Unione Europea in generale.

sabato 17 marzo 2012

Clooney: l'arresto e il coraggio delle proprie azioni

George Clooney al momento
dell'arresto (© Copyright ANSA)
La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo e dei social network: il "bello e bravo" George Clooney è stato arrestato a Washington mentre protestava davanti all'ambasciata sudanese contro l'operato del presidente Omar al Bashir in Darfur.

Questo arresto è stato voluto, nel senso che Clooney ha occupato il suolo dell'ambasciata e si è rifiutato di spostarsi, ben sapendo quello a cui andava incontro. Anzi, probabilmente l'arresto è stato pianificato per cercare di dare quanta più visibilità possibile alla protesta.

Le cose degne di nota in questa vicenda sono due.

lunedì 2 maggio 2011

Trova le differenze

Festeggiamenti a New York per la morte di Osama Bin Laden

Festeggiamenti in Palestina per l'11 settembre 2001

venerdì 30 aprile 2010

La priorità al nombrilismo

Questo post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La Grecia è a rischio fallimento.
Il Portogallo e la Spagna sono stati preso di mira dagli speculatori.
Subito dopo toccherà all'Italia, in virtù dello spropositato debito pubblico.
Ma la cosa più importante, agli occhi della nostra classe politica (senza nessuna distinzione tra sinistra e destra), sembrano essere gli attriti tra Berlusconi e Fini.

mercoledì 11 novembre 2009

Perplessità Obama

Il primo dubbio l'avevo avuto circa un mese fa, quando il presidente degli Stati Uniti ha deciso di non incontrare il Dalai Lama in visita a Washington. L'ultimo risale a due giorni fa, quando l'uomo più potente del mondo non ha presenziato al ventennale della caduta del muro di Berlino.

Ma il dubbio più grosso è che Obama voglia farsi promotore delle istanze censorie e illiberali delle major discografiche. L'occasione è un trattato internazionale che sta prendendo forma a Seoul denominato ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement). Di questo trattato, coperto da segreto per via di non meglio precisati motivi di sicurezza nazionale, sono trapelate alcune parti che fanno temere il peggio. Ne parlano BoingBoing.net (in inglese) e SysAdmin.it (in italiano). Da quello che si capisce, sembra la brutta copia della prima versione dell'HADOPI francese voluta da Sarkozy.

Mi chiedo quanto ci metteranno le case discografiche a capire che chi scarica illecitamente da Internet poi alla fine è anche quello che fa loro fruttare di più.

mercoledì 23 settembre 2009

L'esercito confessionale di Israele

L'articolo della BBC inizia così.

L'esercito di Israele sta cambiando. Un tempo fieramente secolari, le sue unità di combattimento sono adesso riempite con coloro che credono che le guerre di Israele siano le "guerre di Dio".

Gli ufficiali rabbini stanno prendendo piede. Ufficialmente la loro funzione è quella di tenere alta la motivazione delle truppe, ma in realtà, il loro obbiettivo è quello di trasformare le azioni militari in vere e proprie crociate contro gli "infedeli". Questo ovviamente nobilita l'uccisione di chiunque non sia ebreo e, per ammissione di una giovane recluta, rende l'esercito "più morale".

La situazione si fa ancora più difficile nel caso degli insediamenti illegali in territorio palestinese: i militari incaricati di smantellarli potrebbero rifiutarsi di obbedire agli ordini e seguire i rabbini, dato che quei territori fanno parte della "terra promessa".

E' il preludio all'ennesima Guerra Santa.
I vicini arabi di Israele potrebbero tradurla con Jihad.

domenica 12 luglio 2009

Quattro cose su Berlusconi e il suo governo

1. L'INPS ha chiuso il 2008 con un attivo di oltre 11 miliardi di euro (fonte: buonenotizie.it). Se si decidesse di fare una riforma seria degli ammortizzatori sociali, i fondi ci sarebbero. Si tratta solo di convincere Tremonti a non giocarseli al videopoker.

2. La repressione degli uiguri ha fatto il giro del mondo. Un anno fa, alla vigilia delle olimpiadi, furono i tibetani a subire la reazione di Pechino. Allora il governo italiano decise di cedere alle pressioni dei cinesi e di non incontrare il Dalai Lama. Oggi, invece, firma accordi commerciali per miliardi di euro. L'unico (blando) accenno ai diritti civili negati in Cina è di Napolitano.

3. Blitz notturno alla commissione Affari Sociali alla Camera sul testamento biologico. Dopo gli attacchi, più o meno diretti, delle gerarchie cattoliche a Berlusconi, questo dev'essere sembrato un buon modo per riconquistare le simpatie del Vaticano. Ne parla Maria Antonietta Coscioni.

4. L'ipocrisia di Berlusconi viene a galla anche quando, durante il G8, si rammarica di non poter fare di più per i paesi poveri, adducendo la scusa del terremoto in Abruzzo. Adriano Sofri lo smentisce a dovere in questo articolo su Repubblica. Tra l'altro, quelle del premier sono doppie lacrime di coccodrillo, visto che il Governo, come spiega questo articolo di Mario Tozzi, ha tagliato i fondi per il monitoraggio dei terremoti e la difesa del suolo.

martedì 21 aprile 2009

Mi si nota di più...?

Mi si nota di più se non vengo per niente (come Stati Uniti e Italia) o se vengo e poi me ne vado (come gli altri delegati europei)?

No, ti si nota di più se resti, come il Vaticano.

mercoledì 25 febbraio 2009

Banana atomica

All'inizio era il N.I.M.B.Y. (acronimo di Not In My Back Yard, non nel mio giardino).
Poi si è passati al B.A.N.A.N.A. ovvero Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything, che significa all'incirca "non costruire assolutamente nulla in nessun luogo e vicino a niente".
E che si traduce in picchetti di cittadini guidati dai propri sindaci che occupano strade e ferrovie o che impediscono l'accesso ai cantieri, alle discariche, agli inceneritori.

Figurarsi cosa succederà quando verranno scelti i siti che ospiteranno le quattro nuovissime centrali nucleari annunciate ieri da Berlusconi e Sarkozy. Una rivolta, come minimo. Anzi, quattro: una per ogni nuova centrale.

O forse cinque, perché bisognerà finalmente trovare un luogo di stoccaggio sicuro per le nuove scorie che verranno prodotte, ma soprattutto per le vecchie: quelle di prima del referendum del 1987 e quelle prodotte nel frattempo da tutti i centri di medicina nucleare.

Forse manderanno l'esercito per mantenere l'ordine pubblico. Deve rientrare in quest'ottica la proposta di creare un battaglione militare congiunto tra Italia e Francia.

Per chi fosse interessato al perché tecnicamente non ha senso costruire queste centrali nucleari in Italia, segnalo su l'Unità l'intervista Prof. Angelo Baracca.

venerdì 28 novembre 2008

L'undici settembre asiatico

Ieri è stato un giorno che ha cambiato l'Asia intera.

Mumbai, la New York d'India, è stata colpita in modo terribile e totalmente inaspettato. Non più singole azioni mordi e fuggi ma diversi attacchi contemporanei, la caccia sistematica ai cittadini inglesi ed americani, il sequestro di oltre cento persone.

Non si può parlare di cellule terroristiche. Questa è un'azione di guerra pianificata nei minimi dettagli e coordinata alla perfezione. Degna insomma di un esercito.

mercoledì 5 novembre 2008

Il ritorno del sogno americano

Con l'elezione di Barack Obama alla carica più importante degli Stati Uniti, assistiamo ad un rinnovamento della promessa che l'America da sempre ha fatto (e, a quanto pare, fa tuttora) a tutti coloro che attraversano i suoi confini.

Non importa chi sei, da dove arrivi e adesso anche di che colore è la tua pelle: hai comunque tutte le possibilità di conquistare ricchezza e successo. O addirittura le chiavi della Casa Bianca.

Adesso anche il sogno di Martin Luther King sembra realizzato.

Per oggi, facciamo finta che sia davvero così...

domenica 24 agosto 2008

Pazienza olimpica

Da domani, finalmente, le olimpiadi di Pechino 2008 potranno dirsi concluse.
L'oligarchia cinese tira un sospiro di sollievo.
Da domani, finalmente, potrà tornare ad inquinare, reprimere, incarcerare.
Non che abbia mai smesso. Ma ora potrà farlo fregandosene del resto del mondo.

venerdì 29 febbraio 2008

Le cause della recessione mondiale

Alan Greenspan
Tutto ebbe inizio qualche anno fa, quando Alan Greenspan (capo assoluto della Federal Reserve Bank fin dai tempi di Reagan) decise che era necessario svincolare a tutti i costi il renminbi (la moneta ufficiale cinese) dal dollaro. L'idea era quella di svalutare a tal punto il biglietto verde da rendere altissimi i prezzi delle materie prime per la galoppante economia Cinese.
Il piano poteva funzionare, se non fosse che dava per scontato che l'economia statunitense avrebbe continuato a crescere a buoni livelli. Non solo: forse alla Federal Reserve pensavano che ci sarebbe voluto meno tempo o magari non pensavano che l'euro si sarebbe dimostrato così forte e stabile; fatto sta che l'eccessiva svalutazione del biglietto verde stava lentamente minando dall'interno l'economia americana. Il resto del mondo poi non poteva certo rimanere a guardare.

A fine 2006, prima l'Iran (convertendo in euro le attività denominate in dollari detenute all'estero e rimpiazzando la divisa Usa con quella europea nelle transazioni internazionali) e poi il Venezuela (dirottando gli investimenti dei profitti del petrolio sull'euro) hanno iniziato a svincolarsi dal dollaro.

A metà del 2007 il Kuwait ha deciso di sganciare la propria valuta dal biglietto verde e, per finire, pochi giorni fa è nata una nuova borsa del petrolio alternativa nell'isola di Kish. L'Iranian International Petroleum Exchange (questo il nome) non è vincolato a nessuna moneta, anche se, con ogni probabilità, la valuta più presente sarà l'euro.

Ma la debolezza della moneta statunitense è solo metà del problema. Un'altra causa importante è stata la crisi dei mutui subprime. Molte banche (e molti speculatori) si sono ritrovati con perdite importanti dovute al vertiginoso aumento del tasso di insolvenza dei contraenti.

Gli speculatori, per rientrare dei soldi bruciati con i mutui subprime, si sono buttati sull'unica cosa che non poteva tradirli: le materie prime. Così si spiegano anche i prezzi stratosferici raggiunti del petrolio e l'aumento del costo del grano.

Adesso negli Stati Uniti (e non solo) si comincia a parlare apertamente di recessione. Al momento, forse per scaramanzia, nessuno si è spinto a paragonarla a quella del '29 ma più di qualcuno si sarà senz'altro sentito ripiombare negli anni '70 della crisi energetica.

venerdì 11 gennaio 2008

Le primarie USA ed il medio-oriente

Per il momento la sfida democratica tra Hillary Clinton e Barack Obama è sull'uno a uno. Il senatore dell'Illinois sembra comunque favorito ed in terrasanta la possibile ascesa di un nero liberal viene guardata con molta preoccupazione.
A Gerusalemme temono infatti che Obama possa avvicinarsi di più ad arabi e palestinesi, indebolendo il legame storico tra Stati Uniti ed Israele. Non si tratta solo di congetture: Obama si è spinto addirittura ad auspicare un riavvicinamento diplomatico con l'Iran, nemico giurato dello stato ebraico. Viceversa Hillary rappresenterebbe la continuità della politica del marito Bill, ricordato quasi con nostalgia dagli israeliani.

Ma Olmert deve preoccuparsi anche del presente e non solo del futuro. In questi giorni si ritrova una sorpresa (non proprio gradita) anche da chi considerava un alleato tra i più fidati: l'attuale presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Il quale ieri, durante la sua visita a Ramallah ha affermato che l'occupazione dei Territori deve cessare e spingendosi fino ad auspicare entro la fine dell'anno la creazione di uno stato palestinese indipendente, sovrano e soprattutto territorialmente contiguo.

Dopo il fallimento de facto della conferenza di Annapolis (imputabile in parte anche allo stato ebraico) e con il mandato presidenziale in scadenza, questo discorso di Bush è forse comprensibile, ma di certo, il governo israeliano non deve averla presa bene.

venerdì 7 dicembre 2007

Una pessima giornata

Solo tre notizie per dare un senso negativo a quest'oggi.

1 - Il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, è di due morti e cinque feriti gravi. Mi riferisco ovviamente all'incendio delle acciaierie Thyssen-Krupp di Torino. C'è voluto questo incidente perché si scoprisse la mancanza delle condizioni di sicurezza e dei turni massacranti a cui sono costretti gli operai dell'acciaieria.

2 - La senatrice del Partito Democratico Paola Binetti rischia di affossare il governo non votando la fiducia sul "Pacchetto Sicurezza" per via di una norma anti-omofobia. Prodi si salva solo grazie a Cossiga. Poi, per evitare di scontentare le gerarchie cattoliche, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti si affretta a precisare che tale norma verrà cancellato dallo stesso Governo entro la fine dell'anno.

3 - La Cina chiede all'Italia di non incontrare ufficialmente il Dalai Lama ed il nostro Ministro degli Esteri invece di rispondere con una pernacchia si inchina. Probabilmente D'Alema vuole evitare ritorsioni economiche dal gigante asiatico. Cosa volete che gliene importi dei diritti del Tibet?

martedì 2 ottobre 2007

L'amaro matrimonio

Questa volta Alessandro Robecchi sul Manifesto ha centrato perfettamente il problema. Ogni altro commento lo trovo inutile.

L'articolo lo potete leggere qui!