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venerdì 22 novembre 2013

La parodia di un illusionista

"Siamo proprio sicuri che a furia di cercare sicurezza in quello che si conosce o scorciatoie che sono parvenza di innovazione si possa resistere a lungo?"
Questa domanda retorica è tratta dall'ultimo post di Peppe Liberti, scienziato e divulgatore scientifico. Si trova verso la fine di un'amara riflessione sull'editoria italiana per quanto concerne l'informazione scientifica. Ma la situazione che fotografa è quello che io vedo oggi nel nostro paese e non solo.

giovedì 7 novembre 2013

Se la pubblicità certifica la crisi

Spot radiofonico di una nota catena di discount, sentito stamattina:
Non cambiare stile di vita, cambia supermercato!
Mi sono dovuto fermare. In un attimo mi sono balzate alla mente una serie di storie di persone che hanno perso il lavoro, di esodati, di cassaintegrati, di pensionati.

La parola crisi non è menzionata, eppure questo è il sottinteso. Anche se hai meno soldi in tasca, se compri da noi puoi ancora permetterti di fare la stessa vita di prima.

Non so se chi ha ideato questo slogan sia un genio o un idiota. Se si tratti di messaggio di speranza o di una certificazione di povertà.

So solo che non mi ha fatto stare bene.

martedì 3 luglio 2012

Dream on


Ciao Anna,
anch'io sono italiano. Sono un po' più vecchio di te. Ho la fortuna di avere un lavoro (relativamente) stabile e di essere padre. Anch'io sono preoccupato per il futuro. Non solo il mio, ma soprattutto quello di mia figlia. Posso solo sperare che quando avrà la tua età non abbia bisogno di scrivere un messaggio come il tuo. Purtroppo non posso fare molto per te. Non posso mentirti dicendoti che andrà tutto bene. Posso solo darti un consiglio per la vita: dream on. Dream until your dreams come true.

Luca

lunedì 28 maggio 2012

Gratis non esiste, ovvero, chi sta approfittando di te

the product is you by adbusters.org
Un'azzeccata campagna di adbusters.org
Prendo spunto dal NONpost di oggi dell'ottimo Giovanni Scrofani solo per "estenderlo" (mi si perdonerà l'arroganza) con qualche considerazione sul concetto di gratuità nel web due-punto-zero.

Chi è abbastanza "vecchio" da aver visto il web pre-Google si ricorderà come quasi niente fosse gratis. Certo, TIM, Libero e Tiscali fornivano a zero lire la connessione (al massimo con modem a 56Kbps), una casella e-mail, e un paio di mega su un loro web server, ma le limitazioni erano impressionanti, viste con gli occhi di oggi: limiti di spazio, di banda, di tecnologie utilizzabili, di dimensione degli allegati... per un'azienda, anche piccola, era impossibile avere una serie di servizi di un certo livello (top level domain, qualche centinaio di MB per il proprio sito, quattro o cinque caselle di posta agganciate al dominio, ecc.) senza sborsare centinaia di euro l'anno.

domenica 7 novembre 2010

Effective democracy

Effective democracy depends on people being able to rationally appraise the available evidence, and there are too many barriers to this process in place now thanks largely to the media.

ovvero...

giovedì 8 luglio 2010

Il numero magico 3964 e l'orologio rotto

Anche un orologio (analogico) rotto, due volte al giorno segna l'ora esatta. Questo noto proverbio secondo me è il più adatto a descrivere molti dei presunti fenomeni paranormali presentati da trasmissioni come Mistero (Italia 1) e Voyager (Rai 2). In una delle ultime puntate di quest'ultima, Roberto Giacobbo parla del numero magico 3964 come chiave per predire chi sarà il vincitore dei mondiali attualmente in corso in Sudafrica.

mercoledì 27 gennaio 2010

Memoria selettiva

Oggi ricorre il "Giorno della Memoria", istituito con la legge 211 del 2000, il cui articolo 1 recita:

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

lunedì 2 novembre 2009

Da Internet a Localnet

Dal 16 novembre Internet non sarà più la stessa. Anzi, non sarà più unica.

Fra due settimane infatti gli indirizzi dei siti web non saranno più scritti esclusivamente con i caratteri latini ma potranno essere espressi in russo, cinese, giapponese, ebraico, ecc.

Quello che a prima vista sembra un buon modo per avvicinare alla rete anche chi non conosce l'inglese, rischia invece di mandare in pezzi l'unica creazione dell'uomo che abbia la possibilità di essere veramente globale.

Cade così l'ultimo fattore che poteva spingere i cittadini di alcuni regimi autoritari (iraniani, cinesi, russi...) ad imparare a leggere i caratteri latini e dare loro la possibilità di informarsi anche al di fuori della loro lingua nazionale.

martedì 15 settembre 2009

Stiamo prendendo velocità...

...e oramai non si può più scendere. Tanto vale mettersi comodi e godersi il viaggio.
L'unico problema è la malcelata ottusità dei compagni di viaggio. Ma con un po' di musica nelle orecchie e dei buoni paraocchi si supera anche questo.
L'importante è non guardare fuori dal finestrino.
Altrimenti si viene sopraffatti dalla vista dell'abisso.
E dalla nausea.

mercoledì 6 maggio 2009

Puffi comunisti e brindisi con Silvio "papi"

Due link veloci portati alla mia attenzione rispettivamente da Fulvia Leopardi e Gea.

Il primo è un articolo de "Il Giornale" scaturito da una domanda che non può lasciarci indifferenti: i Puffi sono davvero comunisti?

Il secondo invece è una galleria di immagini del brindisi di Berlusconi durante la famosa festa di Casoria.

venerdì 10 aprile 2009

Il terremoto visto dal resto d'Italia

C'è una domanda che in molti in questo momento si stanno facendo: la mia casa sarebbe rimasta in piedi?

La risposta potrebbe essere: tira una monetina. Infatti, secondo la Protezione Civile, una casa su due è a rischio.

Nel frattempo, i giornalisti si interrogano sullo share degli speciali-terremoto e i politici pensano a rinviare l'entrata in vigore delle nuove norme antisismiche.

mercoledì 25 marzo 2009

Addavenì Brunetta/1

Dopo cinque ore di attesa in ospedale per una visita, il medico ti guarda e ti dice: "Torni domani. Non ho tempo da perdere!"

mercoledì 18 marzo 2009

La crisi locale, il piano casa ed i vigilantes del credito

Negli ultimi mesi, girando per la mia provincia, mi capita di vedere sempre più spesso case nuove (condomini, villette a schiera, bifamiliari) non abitate. In certe zone, la situazione è quasi inquietante: interi complessi residenziali costruiti negli ultimi due anni che non hanno mai avuto un inquilino. Eppure le imprese edili continuano a costruire nuovi palazzoni di mini-appartamenti come se niente fosse.

Dando un'occhiata in giro, mi sono dato una risposta al perché ci siano tante case vuote. Essenzialmente perché sono costruite male. Finiture scadenti. Camere matrimoniali nelle quali, se metti il letto, non ci sta l'armadio e viceversa. Cucine nelle quali non entra un tavolo. Angoli cottura ad almeno cinque metri dalla finestra più vicina. L'unico bagno, grande come sgabuzzino e per di più senza finestre. Il tutto, naturalmente, a prezzi esagerati.
Ma allora, con così tante unità abitative invendute, perché le imprese continuano a costruire?
Sembra paradossale, ma è per evitare di fallire.

Funziona all'incirca così. L'impresa chiede alla banca un fido per costruire un nuovo condominio. Il prestito viene erogato senza troppi problemi, tanto il mercato "tira". Se l'impresa si è fatta bene i suoi conti, prima di dover rimborsare la banca, avrà già venduto un numero sufficiente di appartamenti. Ma, se non riesce a vendere, l'unico modo per non fallire è chiedere un altro prestito; ufficialmente servirà per costruire un nuovo palazzone, ma in parte anche per coprire le perdite di quello precedente. Naturalmente, per guadagnarci comunque, l'impresa risparmierà il più possibile su manodopera e materiali.

In condizioni normali il sistema può andare avanti quasi all'infinito, ma con la crisi in atto, i prestiti alle imprese per la costruzione di nuove unità immobiliari vengono concessi sempre meno volentieri.
Inoltre qualche amministrazione comunale si è già accorta del gran numero di case invendute e non è più disposta a rilasciare concessioni edilizie alle imprese che hanno in carico troppi appartamenti.
Aggiungete a questo, la picchiata nella domanda di nuove abitazioni (dovuta sia all'incertezza che regna nel mondo del lavoro, sia alla minore propensione delle banche a concedere mutui per l'acquisto di abitazioni) e la miscela diventa esplosiva.

E' in questo scenario che il governo si appresta a varare (forse addirittura per decreto) il famoso/famigerato "piano casa". Si parla di aumenti di cubatura fino al 37% (cioè più di un terzo) che dovrebbero risollevare il settore dell'edilizia privata. Chiaramente questa proposta taglia fuori tutti i cittadini che abitano in un condominio, ma il problema è un altro. Se un lavoratore dipendente ha dei soldi da parte, perché dovrebbe spenderli adesso, quando non è sicuro di conservare il suo lavoro. E, per lo stesso motivo, se quei soldi non li ha, difficilmente sarà propenso ad indebitarsi con una banca.

Ma il governo si muove anche in un'altra direzione. Tremonti (con la benedizione di Di Pietro) ha proposto la vigilanza sui prestiti alle aziende da parte dei prefetti. In pratica, se un'azienda non riesce ad ottenere un prestito, può rivolgersi alla prefettura perché faccia pressione sulla banca in modo che i soldi vengano erogati comunque. Anche se l'azienda è a forte rischio di insolvenza. Questi prestiti non possono che essere definiti subprime. Quando si dice: avere la memoria corta.

mercoledì 25 febbraio 2009

Banana atomica

All'inizio era il N.I.M.B.Y. (acronimo di Not In My Back Yard, non nel mio giardino).
Poi si è passati al B.A.N.A.N.A. ovvero Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything, che significa all'incirca "non costruire assolutamente nulla in nessun luogo e vicino a niente".
E che si traduce in picchetti di cittadini guidati dai propri sindaci che occupano strade e ferrovie o che impediscono l'accesso ai cantieri, alle discariche, agli inceneritori.

Figurarsi cosa succederà quando verranno scelti i siti che ospiteranno le quattro nuovissime centrali nucleari annunciate ieri da Berlusconi e Sarkozy. Una rivolta, come minimo. Anzi, quattro: una per ogni nuova centrale.

O forse cinque, perché bisognerà finalmente trovare un luogo di stoccaggio sicuro per le nuove scorie che verranno prodotte, ma soprattutto per le vecchie: quelle di prima del referendum del 1987 e quelle prodotte nel frattempo da tutti i centri di medicina nucleare.

Forse manderanno l'esercito per mantenere l'ordine pubblico. Deve rientrare in quest'ottica la proposta di creare un battaglione militare congiunto tra Italia e Francia.

Per chi fosse interessato al perché tecnicamente non ha senso costruire queste centrali nucleari in Italia, segnalo su l'Unità l'intervista Prof. Angelo Baracca.

venerdì 23 gennaio 2009

L'Eutanasia e il Suicidio

Fino ad oggi mi sono sempre astenuto dal commentare la vicenda di Eluana Englaro, ma le vette, o per meglio dire gli abissi, della polemica di questi giorni mi hanno costretto a questo post.

Voglio solo ricordare a tutti che Giovanni Paolo II in punto di morte rifiutò di farsi attaccare ad un respiratore.

Quindi, tutti coloro che sostengono che per Eluana si deve parlare di eutanasia, sappiano che per Karol Wojtyla devono parlare di suicidio. Punto.

E adesso basta. E' l'ora del silenzio.



E se qualcuno avesse ancora qualcosa da ridire, può leggersi questo articolo di Roberto Saviano su Repubblica.

martedì 18 novembre 2008

Identificazione univoca (o quasi)

La società si chiama 23andMe e secondo Time Magazine ha dato vita all'invenzione dell'anno. Si acquista un semplice kit (alla modica cifra di 399 dollari) da un sito Internet, si sputa in una provetta e la si invia al laboratorio. Dopodiché si potrà accedere alla mappa del proprio DNA dal PC di casa. In questo modo sarà possibile per ognuno identificare eventuali tare genetiche e malattie ereditarie.
Non solo. E' anche possibile condividere la propria mappa genetica con amici e parenti... e magari scoprire che non hai alleli in comune con tuo figlio!

Effettivamente un'idea geniale (scusate il gioco di parole). Ma dietro ce n'è un'altra, ancora più rivoluzionaria: l'identificazione univoca su Internet. Basta password da ricordare, basta imprecazioni ogni volta che si fa pulizia dei cookie e soprattutto basta furti d'identità. Già, perché una delle due fondatrici del progetto 23andMe, Anne Wojcickj è la moglie di uno dei creatori di Google e la "grande G" figura anche tra i finanziatori del progetto.

Immagina: un comodo dispositivo con una cannuccia collegato via USB al computer. Ci sputi dentro e lui ti fa accedere al PC, leggere la posta, scrivere un post al tuo blog, ecc. Addirittura potrebbe essere usato al posto della carta di credito per fare acquisti.

Rimane solo un piccolo problema: come faranno i gemelli monozigoti?

martedì 5 agosto 2008

Disarmante

Da ieri i militari pattugliano le maggiori città italiane.
Disarmati.
Che abbiano paura degli scippi?

lunedì 6 agosto 2007

Genio o sregolatezza

L'altro giorno ho sentito una delle pubblicità radiofoniche di Banca Mediolanum (posseduta al 50% da quel bel faccione di Ennio Doris e per l'altra metà da Silvio Berlusconi). Orbene, la pubblicità in questione, sulla falsariga di quella televisiva, intervalla parti "istituzionali" ad altre che dovrebbero essere interviste ai clienti. E lo spot si conclude sempre con qualche frase ad effetto del cliente.
In questo caso si trattava di una cliente, anche abbastanza giovane a giudicare della voce che, dopo aver magnificato i vantaggi del suo conto corrente, chiudeva lo spot con una frase sibillina: "Banca Mediolanum: una banca ad personam!"
Ora, io immagino che la trovata sia di qualche pubblicitario, ma onestamente non riesco a capire se si sia trattato di un colpo di genio oppure della più totale mancanza di vergogna.